DANILO SAMMITO

"Mare e Barocco Ibleo"

4° premio Concorso di pittura "Armonie barocche"

Tecnica: Olio su Tela

Dimensioni in cm: 100x80

Anno: 200

 

 

 

Commento critico sull’opera “Mare e Barocco Ibleo”

L’artista riunisce idealmente l’universo liquido del mare con quello terragno della pietra Ragusana e del ferro battuto. L’abbinamento risulta particolarmente felice ed efficace nel suggerirci quei legami che attraverso il mare, il territorio Ibleo ha ricevuto da civiltà mediterranee e da retaggi autoctoni.

Il presidente della commissione

Renato Fasanella Masci

 

SCHEDA AUTORE

Nasce a Scicli nel 1951.

A considerare la produzione di D. Sammito ci si stupisce ch’egli non abbia dedicato una qualche sua tela alle Novelle di Verga o, per andare a noi più vicino, ad una qualche opera di Vincenzo Consolo.

Infatti, certe scene, gli scorci, i paesaggi delle sue opere sembrano riecheggiare la tradizione della narrativa siciliana: in essa configurano pittoricamente fino al distillato estremo della goccia di colore; di essa sono connotativi fino alla penetrazione animistica di una “sicilianità” pura e positiva.

Evanescenze? Nessuna. Fluidificate vaporosità ? Mai.

La terra arsa e spaccata, le macchie inesistenti ed esplosive nel verdeggiamento, i mari bluastramente intensi, i grigi malignamente angoscianti, le tempeste attentatrici della solarità trionfante.

Questa è ancestrale mediterraneità, questa è insularità subliminale, questa è solarità archetipizzata fino al grecismo, questa è Sicilia.

L’ideale percorso pittorico della sua anima? Da Friedrich, attraverso Guttuso e Guccione, a sé stesso.