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SALVATORE DENARO |
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"Cantonale Palazzo Beneventano - Scicli Patrimonio Unesco" Tecnica: Bassorilievo in terracotta patinata |
"Via Francesco Mormino Penna - Scicli Patrimonio Unesco" Tecnica: Bassorilievo in terracotta patinata |
SCHEDA AUTORE
Nasce a Scicli,il 28 luglio 1948, città dove vive e lavora.
…di Salvatore Denaro, mi è sempre piaciuto il suo modo di apparire ed essere: semplice e solare il primo, sorprendente ed inedito il secondo,quando denaro, cioè, si cala nella fervente attività creativa. Ha ereditato dal padre arguzia e senso gioioso della vita e “astuzie “del mestiere che gli consentono di risolvere positivamente i vari problemi. Denaro, maestro d’arte di ceramica, affronta inizialmente l’arduo compito della pittura; poi passa all’attività a lui più congeniale: la ceramica. Ed ecco un pullulare di figure, che si piegano spesso in ricerche spaziali, alla maniera quasi di Fontana. Sulle plastiche superfici convergono così, l’evidente e il nascosto, il visibile e l’ignoto,e la materia che si amplifica attraverso giochi di luci ed ombre.
Denaro attualmente sta immerso nell’intrigata foresta della sua Scicli, la percorre in lungo e in largo, per pendii e ripide discese, e si esalta nel vedere i vicoli, le piazze, le chiese, i palazzi, illuminati costantemente come da mitiche lucerne.
Angelo Occhipinti
…L’ingegnosità che Denaro raggiunge ha una bellezza sobria e quotidiana fatta di pezzi commerciali ma non banali, ma anche di arditezze espressive modulate con piglio deciso e suggestivo. Si pensi alla baldanza con cui ha riprodotto l’esibizionismo lascivo dei “Mascheroni” di Palazzo Beneventano…
Giovanni Rossino
Un’opera d’arte se riesce a dare delle sensazioni, se riesce a suscitare nel profondo dell’anima delle emozioni, curiosità, desiderio intenso di averla solo per te, allora vuol dire che quello che si vede, qualunque cosa sia, è degna del tuo interesse. Così penso che la produzione del Maestro Denaro, i suoi bassorilievi,i suoi”cocci”, i suoi mascheroni dei balconi barocchi di Scicli, riescono a dare le sensazioni e le emozioni di cui parlavo prima.
Renato Fidone