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STORIA DELL'ARTE: IL BAROCCO (pittura e scultura) |
Lo stile barocco è stato uno stile prettamente
architettonico e, in un certo senso, anche le arti figurative sono più barocche
quanto più sono in rapporto con l’architettura o con l’urbanistica. È quanto
accade soprattutto con le arti applicate, arredamenti e complementi di arredo
in primis, che con l’architettura hanno un rapporto più diretto. Anche
pittura e scultura, quando collaborano a
creare uno spazio illusionistico e scenografico, acquistano il loro carattere
più barocco. In effetti è soprattutto nei grandi affreschi che
si ritrova la pittura barocca, mentre la scultura barocca è in particolare
quella dei grandi monumenti urbani. Nel corso del Seicento e
del Settecento la costruzione di chiese e palazzi nobiliari aumenta vistosamente
rispetto al passato. Fu soprattutto in questo contesto che avvenne la maggior
produzione pittorica, sia a affresco sia su tela. In particolare là dove la
pittura barocca assume caratteri più originali è nella decorazione delle
volte: sotto di esse si potevano creare effetti illusionistici di
maggiore spettacolarità. Il prototipo di queste volte è quella realizzata nel
1639 da Pietro da Cortona per il salone di Palazzo
Barberini a Roma, ma la più nota di queste composizioni è la volta
nella Chiesa di Sant’Ignazio realizzata da Andrea Pozzo
nel 1694. Il modello è quello del Soffitto degli Sposi del Mantegna,
cioè del «trompe-l’oil», ma portato a livelli di complessità
molto più arditi e spettacolari.
Possiamo considerare due modelli per decorare una volta: quello assunto da
Michelangelo per la volta della Sistina o da
Annibale Carracci per la
Galleria di Palazzo Farnese, è di realizzare le immagini come
quadri tradizionali, ma disposti in orizzontale con la superficie in giù; il
modello assunto dai pittori barocchi è di concepire le immagini come viste dal
basso verso l’alto, così da creare l’effetto illusionistico che il soffitto non
esista e che vi sia al suo posto lo spazio virtuale creato dall’affresco.
In questo secondo modello sono accentuati gli effetti di scorcio
e la costruzione prospettica dello spazio.
Uno dei motivi che più distingue i pittori rinascimentali da quelli barocchi è
proprio l’uso della prospettiva. Nei primi la prospettiva era
una tecnica che rendeva chiaro e razionale lo spazio rappresentato, nei secondi
invece la prospettiva è usata per ingannare l’occhio e far vedere spazi che non
esistono, illusionari. Era necessario conoscere la prospettiva in modo perfetto,
per rendere apparentemente vero il falso. Questo è uno dei motivi di fondo che
più ci danno l’idea della distanza che passa tra estetica rinascimentale e
estetica barocca. La pittura del Seicento, tuttavia non è solo quella barocca.
In particolare, nel corso del secolo, possiamo distinguere altre due correnti
fondamentali: il realismo, di derivazione caravaggesca, e il
classicismo, di derivazione carraccesca. Nella prima corrente
rientrano, in particolare, le maggiori esperienze europee del XVII secolo:
quelle che si sviluppano in Olanda e in Spagna e nel regno di Napoli. Grandi
interpreti di questa tendenza furono Rembrandt, Vermeer
e Velazquez. Nella corrente del classicismo ritroviamo i
pittori bolognesi diretti allievi dei Carracci quali
Guido Reni e il Domenichino, ma anche pittori francesi
attivi a Roma, quali Nicolas Poussin o Claude Lorrain.
In sintesi, l’arte del Seicento, molto più variegata di quel che sembra, si
divide nella ricerca del vero (realismo), dell’idea (classicismo)
o dell’artificio (barocco). La scultura, non meno della
pittura, si divide in queste tre correnti fondamentali. La scultura di stile
barocco, proprio per la sua maggior capacità di legarsi agli spazi
architettonici e urbanistici, risulta quella che più segna l’immagine del
secolo. Grandi monumenti, effetti teatrali e scenografici, virtuosismo e
decoratività sono gli ingredienti che nascono soprattutto dal genio di
Gian Lorenzo Bernini, che si può senz’altro considerare l’esponente
più importante della scultura barocca.
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