Canto il
mondo
Sono nato e cresciuto sulle
coste mediterranee e proprio l'incanto di queste bellezze naturali mi ha
orientato verso la pittura
di paesaggio, di marina e di
personaggi;spinto da un grande desiderio di ritirare e fissare in una incantata
eternità i più fugaci
aspetti della nostra natura, così
suggestivi e meraviglosi.Sono nato a Pozzallo nel 1947 il 1 gennaio, in una
Sicilia appena uscita dagli orrori di una guerra cieca ed insensata. In un Paese
a sud ed oriente dell'isola, ove le campagne odorano
di zagara e di grano e tanti segni
antichi ci ricordano le radici millenarie di questa terra .Mio padre Giovanni è
anche lui un artista
un valido decoratore ed è stato il mio primo maestro.E' stato lui , con
amorevolezza ed affetto a regalarmi i miei primi pennelli.Nella provincia Iblea,
nobile e barocca, ha decorato tanti palazzi ed operato restauri riparando alle
incurie del tempo e degli uomini.Ed ha ben meritato la stima e l'ammirazione di
tanta gente.
Mia madre è una donna piena di
saggezza , devo a lei la mia stabilità affettiva e la mia sensibilità verso le
piccole cose,
i nostri cari imali,le piante,
l'iverno umido, il sole e le mille primavere.Nel lontano 1966 emigrammo in
America, come tante
altre famigle in questo secolo.Col groppo alla gola e la nostalgia del paradiso
perduto.Fu per me, il secondo, terribile, maledetto svezzamento che durò 10
anni;Dieci anni che, però, mi furono molto utili per la mia arte.
Lavorai presso varie botteghe
d'arte, fraquentai i maggiori artisticontemporanei d'oltre oceano, ed anche
tanti europei che si misuravano in terra Americana.E' stata una esperienza
ricchissima, professionale ed umana.
Nel cuore sento ancora la
nostalgia delle grandi praterie che oggi rivedo, con commozione, nei films di
John Ford.
La mie radici sono siciliani e
la Sicilia è l'ispirazione suprema della mia Arte.Non amo le mode, e mi sento
fuori dal tempo, da certi schemi e correnti che inseguono ragioni terreni. Vivo
di sensazioni, di sentimenti, di affetti,e vivo stagioni di solitudine e
tormenti; tuttavia non mi pento di tali scelte che sono insieme la mia vita,
la mia dignità ed onestà di
artista viandante che dialoga perennemente, per l'eternità con il suo "Piccolo
mondo antico".
MARTINO SANSONE