ARTISTI SICILIANI IN RETE

(Schede sintetiche)

A, B, C, D

GIACOMO ANGILLETTI

Nato a Caltagirone (Catania) il 25 novembre del 1948, dopo gli studi commerciali si dedica in modo amatoriale alla musica e alla pittura.  Nel 1976 inizia un corso di studi sotto la guida del Maestro Giovanni Di Natale, periodo in cui 1'interesse verso la pittura, passione latente sin dall'infanzia, è ulteriormente sviluppato.
Negli anni successivi continuerà in modo autodidatta le sue ricerche prestando attenzione ai vari "generi" dell'arte figurativa, in modo da determinare la sua crescita poetica e stilistica nel paesaggio come nella figura e nella natura morta. Solamente dopo questo lungo periodo di "gestazione", durato quasi dieci anni, si decide a mostrare, all'inizio in alcune collettive, poi nelle prime personali, riscuotendo i primi successi di critica e di pubblico che lo hanno spronato sempre ad andare avanti.

ENZO ASSENZA

Nato a Pozzallo (Ragusa )  l'8-10-1915 e morto a Roma il 5-11-1982, all'età di 67 anni.
 A Modica, nella bottega del padre decoratore e nello studio dello zio pittore, riceve i primi insegnamenti. La sua attività artistica data del 1932, anno in cui si trasferisce a Roma per studiare i grandi maestri dei corsi di studio all'Accademia di Belle Arti e di Francia. Dal 1934 è presente alle maggiori rassegne nazionali ed internazionali. Ha vinto numerosi premi. E stato prescelto per l'esecuzione di opere monumentali in Italia e all'estero. Figura in musei e in Gallerie d'Arte Moderna (Roma, Firenze, Assisi, Stoccolma, ecc.) in collezioni private italiane e straniere

SONIA ALVAREZ

Sonia Alvarez è nata a Marsiglia da genitori greci. Dopo aver compiuto studi umanistici, frequenta l'atelier di Marguerite Allard nella stessa città, dedicandosi al disegno, alla pittura e alla scultura.
Dal 1954 al 1957 vive in Marocco; a Parigi dal '57 al '59. Poi si trasferisce in Olanda per sette anni.
Nel 1965 fissa la sua residenza a Parigi dove frequenta diversi artisti, Titina Maselli, Laurence e Fabio Rieti, Gilles Aittaud, Cremonini.
Nel 1977 conosce Piero Guccione e trascorre periodi di lavoro sempre più lunghi in Sicilia, nella provincia di Ragusa, prima a Cava d'Aliga, dopo a Quartarella, in campagna, vicino a Scicli, dove vive.

 

SANDRO BRACCHITTA


Sandro Bracchitta nasce a Ragusa il 1966. Dopo aver terminato il liceo artistico si trasferisce a Firenze per frequentare l'Accademia di Belle Arti.
Amante dell'arte grafica che comincia a conoscere ed apprezzare durante la frequenza all'Accademia, al termine degli studi ottiene una borsa di studio per frequentare la scuola di specializzazione grafica "Il Bisonte".
Nel 1994 si trasferisce in Sicilia e precisamente nella sua città natale dove apre un proprio studio di incisione e pittura. Attualmente si divide tra le Esposizioni personali ed il lavoro di insegnante universitario di tecniche dell'incisione.
Bracchitta può esser considerato come un artista le cui produzioni hanno alti significati simbolici, come un artista che sa produrre opere ricche di tensione e carattere, caratteristiche che rendono tali produzioni altamente affascinanti e coinvolgenti.
Le sue incisioni colpiscono per l'alta precisione e per l'esser impeccabili.

CARMELO CANDIANO

Carmelo Candiano nasce a Scicli - Rg - nel 1951. Al termine degli studi superiori frequenta un corso di scultura presso l'Istituto d'Arte di Siracusa, frequenta l'Accademia delle Belle d'Arti di Firenze e dei corsi presso l'Accademia di Venezia. Nel 1980 si trasferisce definitivamente in Sicilia ed entra in contatto Guccione, Alvarez e Sarnari. Partecipa a numerose Esposizioni Collettive ed organizza anche Mostre personali. Ha utilizzato vari materiali per realizzare le sue opere, materiali come il calcare, la pietra lavica, l'arenaria. Attualmente utilizza molto la pietra pece, cioè una pietra calcarea mista a bitume. La sua attività artistica ha visto varie fasi evolutive: Candiano ha realizzato sculture rappresentanti gli amici, la famiglia, il gioco dei bambini, i temi letterari e quelli mitologici, le scene caratteristiche prelevate dal mondo contadino, i girasoli e le nature morte. Candiano resta molto legato, comunque, alla terra, al mondo che lo circonda. La sua tecnica artistica prevede l'altorilievo ed il bassorilievo che vanno a creare l'aspetto tridimensionale tipico delle sue opere miniaturistiche

 

 

CARMELO CAPPELLO

Carmelo Cappello « nato nel 1912 a Ragusa 9 è morto il 21 Dicembre 1996 a Milano , all'età di 84 anni. Frequenta la Scuola d'arte di Comiso nel 1928 e I'anno dopo se ne va a Roma dove lavora nello studio di E. Colla . Nel 1930 si trasferisce e frequenta i corsi serali al Castello Sforzesco di Milano ; grazie a una borsa di studio segue i corsi di M, Marini all'Istituto Superiore di Monza . Nel 1937 debutta come scultore 9 tiene la sua prima Personale alla Gali. Bragaglia ( Roma,4 38 ), dove espone IL FREDDOLOSO. Nel 1941 consolida l'amicizia con Giò Ponti 9 trasformatasi poi in stretta collaborazione. Ha partecipato alla Biennale( Venezia, ' 40, ' 48,' 50,' 52 , '54'58)e dalla Quadriennale   (Roma '39, '43, '47, '55, '65, '73, '86), alla Triennale ( Milano, '51,'54,'57).

 

SALVO CARUSO

SALVO CARUSO, nato a Comiso (Ragusa) nel 1967, ha studiato all'Istituto d'Arte di Comiso ed all'Accademia BB.AA. di Catania. Ha frequentato il laboratorio di teatro visivo diretto  a Catania da Fabrizio Crisafulli ed ha iniziato a lavorare come scenografo : gli inizi della sua pittura, fatta di luce e di immagini evanescenti, hanno certamente risentito di quell'esperienza teatrale . Nel 1991 entra a far parte del gruppo Il pudore bene in vista,con il quale partecipa ad una serie di manifestazioni in diverse città europee . Queste esperienze attraversano il suo lavoro pittorico ,contaminandolo di alcuni elementi non visibili, ma necessari all'equilibrio ed alla sintesi .  Attualmente insegna all'Istituto Regionale d'Arte di Grammichele

SALVATORE CHESSARI

Salvatore Chessari è nato il 12 Settembre 1938 a Ragusa,dove tuttora vive e lavora . Autodidatta in pittura,inizia ad esporre nel 1970 : sua prima mostra Collettiva alla Esposizione Nazionale  di pittura estemporanea Estiva (Marzamemi-SR, 1970) .  Sempre attento alla cultura figurativa,svolge attività galleristica negli anni '70 e nei primi anni '80 .  Sua prima Personale : Teatro Comunale(Vittoria,'89).  Ulteriori Personali :Biblioteca Comunale (Pozzallo,89), Galleria Nuova Figurazione (Ragusa,'91,'98) , Galleria Grimaldi (Modica,'91) , Discontinua Associazione Culturale(Piazza S. Placido,CT,'95),  AVIS(RG,'98),Movimento Culturale V. Brancati (Scicli,2003) .
 

E, F, G, H

 

SALVATORE ENZO FLORIO

Pittore, scultore, docente di materie artistiche, nasce a Messina nel 1940 e dal ’59 è presente nel campo artistico partecipando ad importanti appuntamenti d’arte. Nel ’60 è a Roma dove lavora come pittore pubblicitario per il cinema. Nel ’61 si stabilisce a Milano, frequenta il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, ed entra in contatto con l’ambiente artistico milanese. Partecipa a numerose manifestazioni di pittura e scultura, dedicandosi anche alla grafica pubblicitaria. Di rilievo è la realizzazione di tele e sculture di grandi dimensioni per l’arredo urbano di centri storici di varie località italiane. Vincitore di numerosi e prestigiosi premi, molte sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. La stampa si è spesso occupata di lui in occasione di varie manifestazioni artistiche

 

SALVATORE FRATANTONIO

[Modica (RG) - 1938]

Un neo-metafisico che dipinge le emozioni

Alberi solitari, dune, marine, albatri, (“un di quei grandi albatri, uccelli d’alto mare” così Baudelaire), gabbiani, (“Io non so ove i gabbiani abbiano il nido”, così Cardarelli), fichidindia, torri; e c’è da dire del carrubo, quasi personificazione umana, elemento botanico umanizzato dalla sua stessa condizione di solitudine. Perciò esso, più che presenza nel paesaggio fisico, è paesaggio interiore e dell’anima. C’è, insomma, la spiritualità della solitudine che bene si accorda col paesaggio metafisico della campagna modicana. Di conseguenza, il “mestiere” di Fratantonio è tutto nell’adeguare la propria tavolozza alle atmosfere e agli stati d’animo che il pittore ha voluto, di volta in volta, rappresentare. Suggestioni, emozioni anche musicali e letterarie vengono fermate sulla tela e immerse nei blu e negli azzurri che sfumano i confini fisici, approdando nell’indeterminato, come per un desiderio di individuarne l’“oltre” o la meta nascosta dall’illusione o dal magismo delle cromie.

Giovanni Occhipinti

Spunti per una nota biografica

Proprio nella città natia – era poco più adolescente – Fratantonio ha cominciato ad appassionarsi alla pittura.
Poi, il desiderio di raggiungere orizzonti più ampi l’hanno spinto a prendere contatti con ambienti lontani: Roma come prima meta, Milano quale scelta più radicata.
In entrambe le città studia e approfondisce le correnti dell’arte contemporanea e i movimenti che l’hanno preceduta. Sostanzialmente autodidatta, nel laboratorio romano di Alberto Trevisan apprende i metodi di lavoro ed elabora una propria tecnica sulla quale innesta la sua attuale originalità espressiva dall’esperienza dei maestri di questo secolo – Morandi, Mafai, Sironi– Fratantonio trae stimolo e indicazioni mettendo sempre a segno una specifica tipicità evidenziata da un’articolata serie di mostre collettive e personali.

Ci limitiamo a segnalare nel 1961 la prima esperienza al Museo Civico di Modica, nel 1963 alla Botteguccia di Roma, nel 1974 al Palazzo del Valentino a Torino, nel 1979 a Villa Olmo di Como, nel 1980 a Palazzo Letteraria di Verona, nel 1983 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, nel 1984 al Palazzo del Turismo di Milano, nel 1986 a Palazzo Polara di Modica, nel 1988 alla Galleria San Fedele di Milano, nel 1990 alla Galleria Enzo Mariani di Seregno e al Palazzo della Permanente a Milano, nel 1993 al Museo di Milano, nel 1995 al Centro Servizi Culturali di Ragusa, nel 1996 alla Nuova Galleria Carini di Milano, nel 1997 al Palazzo Grimaldi di Modica e alla The Happening Gallery, Bristol (Inghilterra), nel 1998 al Palazzo Mormino di Donnalucata (Scicli), nel 1999 Casina Cuti a Siracusa, nel 2000 alla Galleria Bonaparte di Milano, Galleria Ciovasso di Milano, New Art Gallery di Termoli a Campobasso, nel 2001 a Palazzo Polara di Modica, nel 2002 Galleria Ciovasso di Milano, Sala Convegni a Pozzallo, nel 2003 Arianna-Arte a Mantova, Banca popolare di Ragusa Sede di Milano, Palazzo Mormino di Scicli (RG)

www.fratantonio.it

 

PIERO GUCCIONE

Piero Guccione nasce a Scicli - RG - nel 1935. Studia alla Scuola d'Arte di Comiso e all'Istituto d'arte di Catania, dove si diploma nel 1954.
Alla fine degli studi si trasferisce a Roma per poi ritornare nella sua Sicilia alla fine degli anni '70.
La sua attività artistica prevede innumerevoli ed importanti eventi, a partire dalla Biennale di Venezia del 1966, dalla Biennale di Parigi sempre del 1966, comprendendo anche varie Esposizioni, personali e di gruppo.
Piero Guccione è apprezzato sia come pittore e come incisore, è un artista molto attento a tutto ciò che riguarda l'uomo concreto, ai caratteri del quotidiano.
È un artista completo che sa realizzare le sue opere nel rispetto delle geometrie classiche riuscendo nel contempo a creare opere fresche.
Ama molto rappresentare la natura. I suoi quadri partono sempre dal vero.
La sua arte si esprime soprattutto nei paesaggi, nella raffigurazione dei luoghi del ragusano, nella rappresentazione delle cose. La sua attività artistica attraversa varie fasi, come il ciclo del mare e della terra prodotto intorno al 1970 e la rappresentazione dell'oggettività che si attua tra il '73 ed il
'76.
 

I, J, K, L

 

M, N, O, P

 

FRANCO POLIZZI

Franco Polizzi nasce a Scicli - RG - nel 1954. Si diploma nel 1973 presso l'Istituto Statale d'Arte di Siracusa e si iscrive all'Accademia delle Belle Arti di Venezia. Grazie alla sua partecipazione a delle rassegne d'arte tenute alla Fondazione Bevilacqua La Masa ottiene una borsa di studio che gli consente di organizzare, sempre presso la stessa Fondazione, la sua prima Mostra.
Nel 1978 ritorna in Sicilia dove ha la possibilità di conoscere i pittori che poi andranno a formare il "Gruppo di Scicli" e con i quali stringe dei buoni legami d'amicizia. Nel 1984 si trasferisce a Roma dove presenta una sua Mostra e dove ha modo d'incontrare alcuni grandi pittori del calibro di Guttuso e Kopp. Attualmente vive e lavora a Roma, ma mantiene sempre stretti legami la sua Scicli.
È un artista che si fa notare per il suo spiccato senso della forma, per la sua classicità quasi malinconica, per la sua ambizione di trarre l'essenza per meravigliare. Durante la sua attività artistica egli ha rappresentato l'altopiano ibleo, gli interni e gli esterni ed ultimamente si è interessato alla dimensione visionaria. I suoi quadri rappresentano i luoghi siciliani in
cui domina il cielo-luce.

 

Q,R, S, T

 

FRANCO SARNARI

Franco Sarnari nasce a Roma il 3 marzo 1933. Autodidatta, naturale predisposizione al disegno, all'età di sei-otto anni con gesso e carbone, disegna grandi figure, oltre i dieci metri, riferite alle scene drammatiche della "Via Crucis" viste nella chiesa di San Giuseppe.
Dal 1954 al 1957 frequenta, senza titoli, un corso triennale di pubblicità. Di quegli anni data l'incontro e l'amicizia con Piero Guccione. Un amicizia vera, nel reciproco rispetto. A tutt'ora una delle cose belle della mia vita. (F. Sarnari)
Dal 1955 osserva e analizza con particolare interesse il dipinto "Flagellazione di Cristo" di Piero della Francesca a Urbino, punto focale del suo percorso-identità pittorico.
Studi appassionati sui classici, sul Marxismo, su Freud. Nell'angusto studio di Via Sutri a Roma, dove rimarrà per dodici anni nell'area delle problematiche artistiche, i primi disegni e quadri impegnativi. Temi di ricerca di quel periodo esprimono già quella particolare analisi strutturale dello "Spazio" che sarà sempre, attraverso affinamenti e linguaggi diversi, il filo conduttore della sua ricerca. Risalgono al 1958 le prime partecipazioni alle esposizioni collettive nazionali. Dall'anno successivo, fino all'anno 1965, vive e lavora in una casa di campagna nel comune di Mondolfo, in provincia di Pesaro.
Nel 1964 a Roma, dopo aver visitato studi di artisti più o meno conosciuti, forma e organizza "Il Girasole", un collettivo autogestito da artisti appartenenti a correnti espressive diverse. Nell'arco di alcuni anni partecipa tra l'altro IX e X Quadriennale nazionale d'arte di Roma, al XVIII e XXV Salon de la Jeune Peinture, Musée d'Art Moderne di Parigi, alla II Biennale internazionale della giovane pittura a Bologna, alla Biennale Romana a Palazzo delle Esposizioni a Roma, alla Rassegna internazionale "Alternative Attuali 3"; premiato a Milano, premio Nazionale di Pittura Ramazzotti.
Tra 1966 e 1969 dipinge i quadri "Sull'amore" e le opere "Mater mea" e "Mano e capelli"; dell'ultimo periodo le opere sul volto di Lyndon Baynes Johnson, le "retine" omaggio a Marilyn Monroe e le "foto ritratto" con metalloidi dedicate a Pino Pascali per la sua morte.
Nel marzo 1970 finisce di dipingere "Il mare si muove" opera di trentasei metri quadrati (18 metri per 2), che sarà al centro della mostra "5 anni di pittura" nella sezione Attività Visive del Palazzo dei Diamanti di Ferrara.
Negli anni appena successivi alla grande "Onda" lavora pochissimo; Un vuoto impotente e il senso di non dipingere più, dirà poi l'autore. Di quel periodo sono i viaggi in Europa e negli Stati Uniti per studiare le opere di Mondrian, Cézanne, Vermeer, Seurat, le ultime opere di Monet e quelle di Pollock, le opere di De Chirico e Morandi, e ancora quelle di Rothko e Warhol. sempre con me… Piero della Francesca. (F. Sarnari)
Nel 1971 si trasferisce in Sicilia, riflessioni critiche sull'opera di Burri, lo strutturalismo di Husserl, Nietzsche, Foucault, sulla fenomenologia dei processi, i fumetti.
Tra il 1974 e il 1975 nella stamperia Il Bisonte di Firenze realizza una cartella di nove lito più una di "Frammenti" componibili in uno spazio di circa due metri, presentata poi da Giovanni Carandente.
Nel 1968, 1974, 1981 viene segnalato nel Catalogo Bolaffi come "Artista dell'anno" per la pittura, rispettivamente da Duilio Morosini, Lorenza Trucchi e Giovanni Carandente e da quest'ultimo anche per il disegno.
Alla Galleria La Tavolozza di Palermo espone per la prima volta con Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Piero Guccione e Franco Polizzi con i quali costituirà un legame di lunga amicizia e verrà con essi identificato dalla critica come "Il Gruppo di Scicli".
Nel 1988, al Museu de Arte de Sao Paulo in Brasile, gli viene dedicata una retrospettiva e a Venezia gli viene riservata una sala alla XLIII Biennale d'Arte Internazionale.
Tra il 1987-89 in parallelo con alcuni grandi "Frammenti", nasce il ciclo di opere che andrà sotto il nome di "Cancellazioni" del quale fanno parte "Flagellazione (da Piero della Francesca)", "Ebbrezze", "Chiesa di Santa Maria di Ispica". Nel 1989 viene invitato a dirigere una cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti di Catania.
Nell'autunno del 1994, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto, viene proposta, a cura di Marco Goldin, l'antologica di ottanta dipinti "Sarnari, opere 1957-1994".
La prima rassegna complessiva sulle "Cancellazioni" si realizzerà nel 1997 alla Villa Foscarini-Rossi di Stra (VE).
Nei due anni successivi partecipa tra le altre, sempre a Palazzo Sarcinelli, alle esposizioni "Da Monet a Morandi" e "Roberto Tassi e i pittori da Fattori e Burri" e nel febbraio 1999 viene allestita una sua mostra retrospettiva di opere che vanno dal 1954 al 1970.
Nello stesso anno viene invitato alla XIII Quadriennale d'Arte di Roma e alla Galleria del Naviglio di Milano, nell'ottobre, allestisce la sua prima installazione "La Palla Pazza".

 

 

 

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